Bitcoin Core e l'arrivo del Cluster Mempool

Il 6 marzo 2026, l’account @Ducatstable ha pubblicato un thread su X che ha attirato l’attenzione di molti appassionati di Bitcoin: Bitcoin Core ha fatto il merge il “cluster mempool”, descritto come il più grande refactor interno degli ultimi anni

La mempool (memory pool) è l’insieme delle transazioni non ancora confermate che ogni nodo Bitcoin tiene in memoria in attesa di essere incluse in un blocco da un miner. È un componente critico perché influenza direttamente:

  • la stima delle fee che vede l’utente nel proprio wallet
  • il funzionamento di Replace-by-Fee (RBF) e Child-Pays-For-Parent (CPFP)
  • la qualità dei block template che i miner costruiscono per massimizzare il proprio revenue

Fino alla versione 30.x di Bitcoin Core, il mempool gestiva le transazioni essenzialmente in modo individuale, tenendo traccia delle relazioni ancestor/descendant (genitori/figli). Questo approccio funzionava, ma diventava inefficiente man mano che aumentavano le package transactions, le catene di transazioni dipendenti e le situazioni complesse di pinning o evizione.Cluster Mempool: raggruppare per ragionare meglioIl nuovo design introduce il concetto di cluster: un gruppo di transazioni mutualmente connesse (ogni transazione del cluster spende output di un’altra transazione nello stesso cluster o ne è spesa). Invece di ragionare su singole transazioni o su alberi ancestor/descendant sovrapposti, il mempool ora raggruppa in cluster e all’interno di ciascun cluster calcola una linearizzazione ottimale, cioè un ordine topologico che massimizza il feerate effettivo. In pratica:

  • Ogni cluster viene diviso in chunk (pezzi) ordinati per feerate decrescente
  • Il nodo può decidere molto più velocemente quali transazioni includere in un blocco (o quali evincere quando il mempool è pieno)
  • Si introducono limiti rigidi (ad esempio cluster di massimo 64 transazioni o un certo peso in vbyte) per evitare casi patologici

Il risultato? Tre miglioramenti principali:

  1. Block template più redditizi → i miner estraggono più fee dallo stesso spazio disponibile (vantaggio economico per chi mina)
  2. Stime fee più accurate e meno volatili → gli utenti pagano di meno in media, perché l’algoritmo vede meglio l’impatto reale di una transazione nel contesto delle sue dipendenze
  3. RBF e CPFP più prevedibili e meno soggetti a pinning → le sostituzioni di transazioni diventano più affidabili e meno manipolabili

Impatto pratico (anche per protocolli L1 come Ducat)

Il thread di @Ducatstable sottolinea un aspetto interessante per chi sviluppa direttamente su Bitcoin Layer 1: protocolli di lending / stablecoin nativi (come Ducat stesso) dipendono pesantemente dal mempool per operazioni multi-transazione (ad es. aprire/chiudere prestiti collateralizzati in BTC). Fee imprevedibili o sostituzioni fallimentari aumentano il costo e il rischio percepito.Con cluster mempool:

  • Le stime fee diventano più stabili → mutuatari pagano meno overage
  • Le operazioni RBF (utili per accelerare conferme) funzionano meglio
  • L’esperienza complessiva per protocolli complessi su L1 migliora sensibilmente

Tempistica e prossimi passiIl grosso del lavoro è stato mergerato a novembre 2025 (PR #33629) e il feature è previsto stabile in Bitcoin Core 31.0, la cui release è attesa nel corso del 2026. Già ora alcuni nodi di developer lo stanno testando.C’è anche un lavoro in corso per sostituire l’algoritmo di linearizzazione iniziale con uno più avanzato (spanning-forest linearization), che promette ulteriori guadagni di performance.Critiche e dibattito nella communityNon tutti sono entusiasti. Parte della community più conservatrice (soprattutto chi supporta Bitcoin Knots o BIP 110) vede cluster mempool come un passo verso una maggiore uniformità forzata del mempool tra i nodi, potenzialmente utile a protocolli percepiti come “shitcoin-adjacent” (Citrea, Datum, Ducat stesso vengono citati spesso nelle critiche). Altri temono che migliori la propagazione di package relay complessi, aumentando lo spam.Tuttavia, i contributor principali (tra cui Pieter Wuille e Suhas Daftuar) sottolineano che si tratta principalmente di un’ottimizzazione locale per ogni singolo nodo: ogni nodo ordina meglio il proprio mempool, indipendentemente dalle policy di relay. In sintesi Cluster mempool non è un hard fork, non cambia le regole di consenso, non introduce nuove opcodes. È “solo” infrastruttura. Eppure è una di quelle modifiche che, nel medio-lungo termine, rendono Bitcoin più efficiente, più prevedibile per gli utenti e più remunerativo per i miner — senza che la maggior parte delle persone se ne accorga.Come ha scritto

@Ducatstable: «Questo è il lavoro infrastrutturale importante che determina quanto efficientemente ogni singola transazione Bitcoin viene processata.»

E in un ecosistema che punta a scalare economicamente senza compromettere la decentralizzazione, questi upgrade silenziosi sono spesso i più preziosi.

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